allorarolla


venerdì, ottobre 07, 2005

continua...

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giovedì, settembre 02, 2004

Egregi signori,

non è importante sapere chi sono io. E' sufficiente sapere che sono una persona molto intima di Ribl (o Liberitutti, Allorarolla, Alnilam, Ribelle, Gonzo o come volete chiamarlo); talmente intima da essere in possesso delle sue chiavi di accesso a Splinder e da essere stata incaricata di recarvi questo messaggio: Ribl è partito. O, meglio: è finalmente riuscito a partire. Ha iniziato il viaggio che, da tempo, desiderava intraprendere; un viaggio che lo porterà lontano o vicino (questo dipenderà anche da voi) ma, comunque, via dal quotidiano, dalla realtà greve di tutti i giorni, dalla noia, dall'oppressione delle cose comuni. Un viaggio di sogno, da sogno, nel sogno, alla ricerca della felicità.

Mi ha detto di salutarvi. Mi ha anche detto che si metterà presto in contatto con voi, tramite me, perchè, per viaggiare, ha bisogno della vostra fantasia e del vostro aiuto. Credo che stia lavorando ad un progetto comune, nel quale vorrebbe coinvolgervi; ma non ho elementi certi in mio possesso.

Non so quando ritornerà, se ritornerà. Per il momento, vi manda a dire che sta bene e che già la sola idea della partenza lo ha reso felice. Vi lascia questa immagine, come primo indizio.

Lacio drom!


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martedì, agosto 10, 2004

L'Allorarolla Test!

Tempo di vacanze: ombrelloni, gossip e - appunto - TEST! Lo volevate, vero? Eccovelo:

Ami l'Allorarolla? Vorresti uscire con lui? Bene: forse puoi farlo! Ma, prima, devi rispondere a queste 10 facili domande:

a) ami cucinare il pesce?
b) detesti farti mettere le mani sotto ai vestiti di continuo?
c) sei contraria a regalare soldi al tuo amante?
d) stai attraversando un brutto periodo e vorresti parlarne con qualcuno?
e) tuo marito/fidanzato/concubino ha fatto pugilato, lotta greco-romana, sollevamento pesi o karate?
f) credi che la fedeltà del tuo lui sia una cosa importante?
g) hai un cane/gatto/criceto o altre cose del genere?
h) credi che l'alcol e il fumo siano cose che chi vuole uscire con te deve eliminare?
i) credi che siano mai esistiti giocatori più forti di Franco Baresi?
l) ti piacciono le belle passeggiate in montagna, al punto da preferirle a tre ore di sesso senza limiti?

Se hai risposto:

10 no: non è vero. Non fare la furba, che ti sgamo subito.
10: toglimi subito dai tuoi link!
Sì alla domanda e): signora, io non la conosco. La smetta di importunarmi, altrimenti mi vedrò costretto a chiamare la Gendarmeria...
Sì alla domanda i): dimenticami.
Più no che sì: uhm... per decidere, dovrei farti almeno un'ispezione.
Non saprei a tutte le domande: mi sembri un tipo deciso. Parliamone.

Se NON hai risposto, perchè sei contraria ai test e non solo a quelli:

Ti consiglio questo link: lì trovi un altro che non è mai d'accordo con niente, nemmeno con quello che dice lui.

NON hai risposto, ma vuoi a tutti i costi uscire con l'Allorarolla:

Gentile amica, sei un caso complicato: mandami comunque un messaggio in pvt con il tuo numero di cellulare, che vedremo di studiarti.
















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venerdì, agosto 06, 2004

Dal diario segreto di una vera BLOG-STAR

Perdìo, ragazzi, non ho nemmeno la forza per salutarvi. Santo il cielo, sono una blog-star. Il mio blog ha superato i 300.000 accessi ma io non me ne curo più; che cosa vuoi che sia, per uno come me, che lavora dalla mattina alla sera per donare a voi, insulsi lettori, post sempre nuovi, originali, attuali, pertinenti, arguti, pungenti; non so nemmeno perchè lo faccio, visto che sono così bravo, così intelligente che voialtri non mi capite nemmeno. Non leggo neanche più i vostri commenti (a rispondere, non ci avevo mai pensato), perchè li trovo così noiosi, scontati, banali... niente a che vedere con la freschezza del mio stile. Io sono una blog-star! Mi sveglio al mattino, dopo aver passato la notte a postare, e, quando mi ricordo chi sono e quanto valgo, godo come un cavalluccio marino; quando qualcuno, alle conferenze, alle tavole rotonde, alle interviste mi chiede "ah, ma tu sei la grande stella della rete", io rispondo timido, con un sorriso a metà tra il divertito, il sarcastico ed il sorpreso; ma quanto mi fa piacere... dio, come mi fa piacere. Io sono l'intellettuale, il nuovo, il moderno. Io mi esprimo per enigmi, disserto su tutto, spazio dalla politica alla filosofia, dal gossip all'attualità, dal costume alla morale. Io sono una blog-star: mi ammazzo di fatica ma lo faccio per voi, anche se non ve lo meritate e non capite niente...


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mercoledì, agosto 04, 2004

Corrientes tres cuatro ocho, segundo piso, ascensor,
No hay porteros ni vecinos, adentro cocktel de amor...

La, la, la... questa sera rollocoso
al tango si dà!
Como un novello Ilario
balla solitario;
di un musicista a guisa
si dedica alla fisa.

Y todo a media luz, que es un brujo el amor,
A media luz los besos, a media luz los dos.
Y todo a media luz, crepúsculo interior,
Que suave terciopelo la media luz de amor.












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venerdì, luglio 30, 2004

ALLORAROLLA COMPLEX 80 kg

Composizione: ogni Allorarolla Complex contiene: cinismo (35 kg), sex-appeal (15 kg), cattiveria (10 kg), esperienza (5 kg), allegria (5 kg), disimpegno (3 kg), solitudine (3kg), tenerezza (3kg), cialtronaggine (0,999kg), affidabilità (0,001kg). Si evidenzia la totale assenza di furbizia.

Forma farmaceutica e confezione: blister. Ogni confezione contiene un Allorarolla Complex 80kg intero.

Categoria farmacoterapeutica: depressivo.

Titolare dell'AIC: Allorarolla Demens Ltd.

Indicazioni terapeutiche: stati di particolare felicità; creatività; positività verso il mondo.

Temperatura di funzionamento: qualsiasi, purchè compresa tra i 10 ed i 40 gradi centigradi sopra lo zero. Al di sotto, l'Allorarolla Complex si riduce, fino ad essere inutilizzabile; al di sopra, ha troppo caldo.

Controindicazioni: stati di particolare preincazzatura. Da tralasciare, se siete tendenti all'innamoramento ed ai rapporti duraturi.

Precauzioni per l'uso: mantenere sempre e comunque stretti legami con il mondo esterno, evitando assunzioni eccessive.

Dose, modo e tempo di somministrazione: uso interno: max due volte al dì, meglio se al risveglio e prima di addormentarsi. Uso orale: l'allorarolla complex può essere assunto in qualsiasi momento, a seconda delle necessità. Uso esterno: pur se l'Allorarolla Complex non è molto indicato per l'uso esterno, provare a stenderselo addosso con cura ed attendere, sperando che produca comunque gli effetti desiderati.

Modo di preparare e conservare l'Allorarolla Complex: agitare bene prima dell'uso. Conservare lontano dai bambini e dagli insetti, meglio se in luogo fresco e pianeggiante.

Sovradosaggio: finora non sono stati descritti sintomi di sovradosaggio nelle donne.

Effetti indesiderati: cute: l'allorarolla complex irrita la cute, a causa della sua barba pungente, benchè sempre rasata. Sangue: non sono state descritte infezioni causate dall'allorarolla complex. Donne fertili: l'Allorarolla Complex può ingenerare gravidanze. Generali: dopo un mese si dimentica di voi.

Data di scadenza: manca pochissimo. Usare il più velocemente possibile.

Avvertenze speciali: evitare discorsi complicati. E' buona cosa dargli sempre ragione. Assumerlo solo se si è disponibili ad un uso frequente.

Attenzione: pur se l'Allorarolla Complex non è un medicinale, usarlo con la massima cautela. Può indurre assuefazione e sonnolenza. Non usarlo mentre guida, anche se ve lo chiederà continuamente.


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lunedì, luglio 26, 2004

Signor Direttore del Personale, Signori della Giuria, Signor Amministratore Delegato,

credetemi, vi prego! Ma quale coito orale, consumato nei locali dell'Azienda, per di più in orario di lavoro! Ma quale linguaggio greve, triviale e pecoreccio, non consono allo stile che deve, in ogni momento, contraddistinguere un dirigente della nostra amata Azienda! Io mi stavo sottoponendo ad una visita medica! E non nego che le frasi registrate dalla microspia, da voi forse ifingardamente celata sotto la mia scrivania, siano state effettivamente pronunciate; ma lasciate che vi racconti la verità e, vedrete: non avrete più dubbi sulla mia innocenza, nè sulla specchiata onorabilità mia, di uomo, prima ancora che di professionista!

Bene: dovete sapere che da oltre 20 giorni mi è spuntato sulla pancia, immediatamente al di sopra del pisello, un grosso bubbone delle dimensioni approssimative di due centimetri per tre, peraltro caratterizzato dal riguardevole spessore di quasi un centimetro.

Bubbone che, ovviamente, sono pronto ad esibire immediatamente a codesta Illustrissima Corte, a semplice richiesta.

Nonostante il lento ma inesorabile trascorrere del tempo e la costante, metodica applicazione di un prezioso rimedio naturale consigliatomi da uno sciamano bantù (un unguento piuttosto liquido e dal colore biancastro, da applicarsi localmente, massaggando tre volte al dì la parte malata), non notavo alcun miglioramento: per questo, avevo deciso di farmi visitare dal buon, vecchio medico di famiglia, che mi conosce da quando ero piccino.

Purtroppo, l'anziano dottore esercita nella mia città, a Milano, in orari di ufficio; mentre io (e scusate se ricordo che ciò dipende dalle vostre - a mio modesto parere discutibili - strategie di allocazione delle risorse) sono perennemente in trasferta qui, a Torino.

Che fare? Come risolvere il problema senza sottrarre tempo prezioso al mio amato lavoro? Come guarire velocemente, non già per lenire il dolore ma all'esclusivo fine di restituire smalto alla qualità della mia prestazione professionale, che rischiava di essere minacciata dal perentorio evolvere della malattia?

La fortuna sembrò arridermi questa mattina, quando, per puro caso, mi trovavo a passare dal nostro call-centre dove, come ben sapete, opera un presidio medico di prima qualità; so che non vi sfugge nemmeno un altro dettaglio: e cioè che, normalmente, il turno diurno è mirabilmente garantito dal dottor Pautasso, valente quanto nerboruto e baffuto anestesista-rianimatore, specializzato in dermatologia. "Ne approfitto subito", pensai: "chissà come ne saranno felici i miei datori di lavoro e lo staff manageriale tutto: imbocco la via della guarigione, senza perdere tempo e senza raggiungere Milano in orario lavorativo".

Ora so che mi sbagliavo! Ora so che avrei dovuto avvalermi del Servizio Sanitario Nazionale, piuttosto che rivolgermi, seppur per il bene della Società, ad una struttura privata, benchè di Gruppo! Ma questa mattina, come potevo immaginare che il dottor Pautasso sarebbe stato in ferie e che, al suo posto, avrei trovato la bellissima dottoressa Sophie... E, suvvia, che volete che mi importi del fatto che la giovane professionista sia pediatra e non sappia nulla di dermatologia, che sia bionda, che abbia gli occhi azzurri e che sia dai maldicenti soprannominata Boccadoro: per me, un medico vale l'altro! E non mi pongo problemi sessisti, quando si tratta di salute!

Dicevo: incontro Boccadoro (ehm, scusate...) la dottoressa Sophie in un'affollata sala riunioni e le espongo, sommariamente, il mio caso clinico, tra l'interesse e la curiosità degli astanti; lei, gentilmente, si rende disponibile ad una veloce visita di controllo, per individuare, con la competenza e la professionalità che la contraddistinguono, la cura più adeguata. Il mio imbarazzo, la mia pudicizia hanno fatto il resto: dato che mi vergognavo ad esibire il mio caso davanti a tutti, le ho proposto di raggiungere il mio ufficio, dove avrei potuto garantirle l'esercizio della sua arte nella più assoluta riservatezza.

Lì giunti, vi giuro che ho appena abbassato la cerniera e di poco scostato l'elastico delle mutande, per favorire una visita pudica, strettamente circoscritta alla patologia in esame. Eppoi, Signori della Giuria, Signor Direttore del Personale, Signor Amministratore Delegato: io non nego, entrati che fummo nel mio ufficio, di aver pronunciato la frase "vedessi che razza di affare che ho"! Io non voglio sbugiardare la microspia, sostenendo che la dottoressa Sophie non mi abbia risposto: "dai, su, fammelo vedere" e, poco dopo, abbia proseguito dicendo: "Ah, ah! Ma non è grosso come sostieni: anzi, direi che è tra i più piccoli che ho visto..."; non nego nemmeno di aver incalzato, affermando "sì, ma prova a lavorarci su e vedrai come cambia": ma entrambi ci riferivamo al bubbone! Al bubbone, capite? A che altro, sennò?

Bene: la dottoressa Sophie era lì lì per concludere il suo sapiente lavoro (se Ippocrate l'avesse vista all'opera, prima le avrebbe dedicato un applauso, poi avrebbe pregato Zeus che gli facesse dono di un gonfiore simile al mio, per poter beneficiare lui stesso di analogo trattamento) e devo ammettere che stavo già cominciando a percepire un certo giovamento; questione di attimi... proprio in quel momento (!), probabilmente avvertita da voi stessi, ha fatto irruzione la sorveglianza: due energumeni in divisa mimetica, palestrati ed invasati peggio di Rambo nel terzo episodio dell'arcinota serie, che hanno cominciato a urlare "altolà, altolà!" ed hanno puntato verso di noi un oggetto, che solo in un secondo tempo ho riconosciuto in una macchina fotografica digitale. Spaventato, sorpreso, ritenendo che potesse trattarsi di un assalto della concorrenza, volto a carpirci importanti segreti societari, non sono più riuscito a controllarmi e... mi sono alzato di colpo; malauguratamente, il mio repentino spostamento ha fatto perdere il ritmo l'equilibrio alla collega in visita, che è caduta sulle ginocchia, davanti a me. Malasorte ha voluto che i suoi capelli, per un attimo, si impigliassero nella cerniera, cosicchè il suo viso ha fatalmente cozzato contro la mia zona pelvica, in quel momento inevitabilmente priva di biancheria, rimanendo purtroppo impiastricciato con l'unguento liquido e biancastro cui facevo riferimento dianzi e che - come detto - non manco mai di applicare tre volte al dì (almeno).

Questo è ciò che è realmente accaduto. E la foto che opponete quale prova a mio carico non fa altro che dimostrare l'assoluta veridicità di quello che vi ho detto finora e la mia più evidente buona fede! Guardate qui: ci sono io, in piedi, con i pantaloni slacciati; in ginocchio, davanti a me c'è la dottoressa, con il viso impomatato ed i capelli ancora parzialmente impigliati che, allo scattare del flash, appare ritratta con le mani nella patta, nell'ovvio tentativo di liberarli dalla feroce morsa della zip.

Come dite? Che cos'è quel gonfiore che si intuisce chiaramente, osservando la mia zona pubica? Ma che domande: E' IL BUBBONE! Visto che lo vedete anche voi?


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venerdì, luglio 23, 2004

Spettabile Direzione del Residence
Torino.

Gentili signori,

sono un vostro Cliente che gradisce rimanere anonimo e che, ormai da oltre un anno, ha deciso di vivere presso la Vostra ridente struttura la propria trasferta lavorativa, preferendoVi ad un ben più confortevole quattro stelle del centro città. A quel tempo, certo non potevo immaginare che mi sarei imbattuto in cotanti incresciosi inconvenienti; al punto che oggi sono a chiederVi un celere quanto risolutore intervento.

Non è che mi lamenti per la bellissima olandese ninfomane che alloggia nell'appartamento di fianco al mio: in fondo, il fatto che mi abbia arbitrariamente attribuito il turno dalle 20 alle 21 è un po' scomodo per la cena, forse leggermente lungo per le mie possibilità ma, tutto sommato, tollerabile (anche se potreste far qualcosa - che so: magari insonorizzare le pareti del suo o del mio alloggio - visto che le sue performances si protraggono fino all'alba, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica riposa).

Non è nemmeno per quel fanatico di fantasma che mi viene a visitare, immancabilmente, tutte le notti, pretendendo di spaventarmi con urla, gemiti, clangore di catene, resuscitazioni e putrefazioni varie: fa un po' schifo ma, in fondo, è simpatico e credo che abbia solo bisogno di compagnia; come me, del resto. Ho provato a dirgli che ci vuole ben altro per spaventare uno che viene dalla Bovisa ma lui ci è rimasto male e così, adesso, mi tocca far finta di morire dalla paura, ogni volta che compare; e lui compare solo a notte fonda... (se non altro, quando ha finito di far casino riusciamo a trovare il tempo per farci un camparino insieme).

Non mi riferisco neppure al rettile (secondo me si tratta di un'anaconda) che, dopo aver mutato la pelle sugli scalini di casa, ha preso stabilmente alloggio nel salotto: se ne sta attorcigliato sul divano, non mi fa posto, guarda solo canale 5 e si lamenta perchè non gli procuro i topi (a proposito: state attenti al gatto e al figlio più piccolo della contessina, perchè noto che, da un po' di giorni, l'anaconda li guarda in modo strano e si lecca le labbra ogni volta che passano).

Il problema è rappresentato dal tavolino e dalle due sedie, che prima facevano bella mostra di loro stessi in giardino ed ora sono scomparsi. Io non vorrei mai che codesta Spettabile Direzione pensasse che sia stato io ad impossessarmene! Giammai! Al contrario, lombrosianamente ritengo che l'autore del misfatto non possa che essere l'altro mio vicino di casa: quel losco e bruttissimo figuro sempre sudato, panciuto e scarsocrinuto, taciturno, che ha una discutibilissima 165 familiare di colore grigio e che fa il ben più comodo turno (dalle 23 alle 24) con la ninfomane. Sappiate, infatti, che da qualche giorno a questa parte, oltre ai consueti rumori che rivelano una cospicua presenza di catarro nei suoi bronchi e ad altre sonorità delle quali evito di illustrare i dettagli, odo provenire dal suo soggiorno un incessante rumore come di trasloco; come se qualcono (lui, sicuramente) spostasse continuamente i mobili per far spazio a nuovi complementi d'arredo, quasi a voler trovare loro la più amena collocazione! E, ogni volta che li sposta, lo sento sogghignare, ad esprimere felicità e cattiveria per avermi sottratto ciò che era mio e potrene godere in esclusiva, sapendomi a fianco e disperato. Sappiate anche che, tempo, fa, l'ho visto rientrare trascinando una Statua della Libertà a grandezza naturale, che non sono poi così convinto che sia una copia, al punto che ho immediatamente informato le autorità competenti, purtroppo non ancora intervenute.

Orbene, Spettabile Direzione: pur continuando a voler restare anonimo, Vi prego di:

- smettere di fissarmi con sospetto, ogni volta che entro o esco da casa;

- ordinare al giardiniere di non dire più, ogni volta che mi vede: "Eh, che peccato... certo che qui c'era proprio un bel tavolino..."

- dotare il mio giardino di nuovi arredi, possibilmente maggiorati rispetto al passato;

- pur senza voler influenzare le Vostre politiche commerciali, sfrattare quell'antipatico sudaticcio dall'appartamento numero 4 ed intercedere presso l'olandese, affinchè assegni a me il turno dalle 23 alle 24.

Certo di un Vostro pronto intervento, Vi ringrazio anticipatamente!

Affettuosamente Vostro Allorarolla Anonimo.

La mia casa è quella con la porta aperta. Il tavolino scomparso non si vede.

La mia sedia, quando c'era...

Rivoglio il mio tavolino!

(alcune immagini tratte da Invincibile Pictures Inc.)



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lunedì, luglio 19, 2004

Caro amico Mfrobl, del lontano pianeta Freggls,

prima di rispondere alla domanda che mi poni, con la tua ultima missiva intergalattica, vorrei dirti che cosa mi è successo oggi, primo giorno di lavoro, al rientro dalle ferie. Bene, sembra che tutto quello che doveva accadere lo abbia fatto, proprio in queste due settimane, approfittando della mia assenza; in particolare:

- tre antiche pratiche mummificate hanno ripreso miracolosamente vigore e si sono manifestate, in tutto il loro casino, pretendendo di essere sbendate e risolte in giornata;

- sei, tra clienti e fornitori che ritenevo ormai in pensione, hanno telefonato proprio mentre io ero a godermi la spiaggia, ponendo ai miei collaboratori domande, la più semplice delle quali attiene alla presenza di altre forme di vita nell'universo; i miei allegri compari si sono ben guardati dal trovare una soluzione, lasciando a me la preziosa incombenza. Io non ho parlato di te ma ho dovuto, comunque, fornire alcune seppur vaghe spiegazioni; ovviamente, entro le 9,30 di stamattina;

- l'Ufficio Personale si è accorto della mia presenza a foglio paga e mi ha inviato una lettera, con la quale mi si domanda chi sono, che lavoro faccio e se davvero ritengo di svolgere una mansione che giustifichi, seppur parzialmente, il mio stipendio;

- l'Illustrissimo Istituto di Credito, al quale mi ero rivolto per ottenere il mutuo necessario ad acquistare il castello turrito di 45 metri quadri (parti comuni e cantina incluse) che sto trattando, al fine di trasferire lì tutta la mia corte e la selvaggina ammaestrata di cui sono proprietario, mi ha risposto picche (che dio li strafulmini!). Per risolvere il problema, ho provato a prelevare l'importo che mi serve direttamente dal Bancomat, il quale prima si è messo a ridere (!), poi ha esibito un cartello con su scritto "abbiamo le sue impronte digitali; la sua fotografia è stata rilevata dal circuito interno di videosorveglianza; stia calmo ed attenda l'arrivo dei Vigilantes, che la porteranno al più presto in un luogo sicuro, ove sarà interrogato e, se necessario, torturato, fino alla più completa confessione";

- il giardino della mia residenza di campagna è stato privato del tavolino e delle due sedie, dove ero solito ricevere ambasciatori, contesse e vicerè; in compenso, un serpente ha pensato bene di mutare la pelle proprio davanti all'ingresso, all'interno di un buco misterioso dove non ho il coraggio di andare a controllare; anche perchè la creatura strisciante ha lasciato un ricordo secco e sonagliato, che mi rende alquanto prudente (considerando anche che in erpetologia avevo 4).

Caro Mfrobl, dopo tutto ciò, credi che sia ancora il caso di chiedermi se voglio raggiungerti sul tuo pianeta? Fammi risalire! Ora! Prima che arrivino i Vigilantes, per favore...


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giovedì, luglio 01, 2004

Vado al mare! torno il 18 luglio. A presto e tanti baci!


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